Le ambizioni della Casa Bianca, le emissioni di gas a effetto serra e perché dopo la COP22 gli edifici ad alta efficienza energetica devono spingere ad agire

Posted by Sian Hughes – Director of External Affairs Europa di Knauf Insulation On 25-11-2016 16:48

L’elezione di Donald Trump a 45o presidente degli Stati Uniti d’America può avere scosso profondamente il mondo — ma appena cinque giorni prima entrava in vigore un accordo che non solo influirà sul mondo in cui viviamo, ma avrà notevoli ripercussioni globali per le generazioni future.

L’impatto degli edifici sull’emissione di CO2

Il 4 novembre è stato approvato ufficialmente l’Accordo di Parigi sul clima mondiale, con cui nel 2015 195 paesi si sono impegnati a limitare il riscaldamento globale ben al di sotto dei 2 ºC.

Ora, nel concludere la conferenza sul cambiamento climatico COP22 in Marocco, i leader mondiali devono trasformare questo impegno in realtà.

Per fortuna, troveranno la soluzione più vicino di quanto non pensino, ovvero in ciò che quasi sempre circonda tutti noi: gli edifici.

In Europa, per esempio, gli edifici consumano il 40% dell’energia dell’Unione europea e producono il 36% dei suoi gas a serra. Una riduzione del 50% del consumo energetico degli edifici dimezzerebbe — da sola — le emissioni totali di CO2 entro il 2030.

Immaginate il grande contributo che un’iniziativa di questo genere, estesa su scala globale, potrebbe offrire per contrastare il cambiamento climatico.

Lo scopo della COP22 era rivelare le misure concrete che ciascun paese adotterà per diminuire le emissioni - agendo in base alle promesse dello scorso anno. In Knauf Insulation siamo convinti che gli edifici ad alta efficienza energetica debbano essere al centro di quest’azione.

È un imperativo ambientale

L’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA) ha per esempio dichiarato che, per mantenere l’impegno dell’Europa a contenere il riscaldamento globale al di sotto dei 2 ºC, entro il 2040 due terzi delle infrastrutture d’Europa con energia a bassa emissione di carbonio dovranno essere efficienti sul piano energetico. Ciò significherà aumentare di otto volte l’investimento nell’efficienza energetica rispetto ai livelli del 2013.

Ma che cosa vuol dire in concreto?

Numerose relazioni confermano che gli edifici ad alta efficienza energetica possono contrastare il cambiamento del clima. Il mese scorso un nuovo studio del gruppo di ricerca Climate Action Tracker (CAT) ha affermato che per mantenere il riscaldamento al di sotto di 1,5 ºC il settore edilizio dovrà tagliare le emissioni dal 75% al 90% sotto i livelli del 2010 entro il 2050.

A tale scopo, tutti i nuovi edifici nei paesi OCSE e non OCSE dovranno essere a energia zero entro il 2025 e gli edifici esistenti ristrutturati per tagliare il consumo energetico del 90% a un tasso annuale del 5% di superficie per i paesi OCSE e del 3% per le nazioni non OCSE.

Si tratta di piani assai ambiziosi, ma in Knauf Insulation stiamo continuando a dimostrare come questi obiettivi siano raggiungibili e, ciò che più conta, a mostrare come possa concretizzarsi il successo.

In Belgio, abbiamo unito le forze con scienziati del settore edilizio dell’Università di Lovanio per mostrare l’impatto della ristrutturazione sulle prestazioni reali in 21 case, utilizzando sofisticati sistemi per monitorare il consumo energetico prima e dopo l’installazione delle nostre soluzioni per il risparmio energetico.

Questo progetto è il primo nel suo genere a utilizzare case reali e veramente abitate. La ricerca proseguirà fino alla fine del 2017, ma i risultati iniziali nella nostra prima casa sottoposta al test hanno evidenziato risparmi energetici pari a oltre il 50%.

Un altro dei nostri progetti di ricerca, questa volta in Ungheria, è stato presentato nella relazione di quest’anno sulle buone pratiche della European Alliance to Save Energy (EU-ASE). Due case, paragonabili per dimensioni e occupanti, sono state sottoposte per sei mesi alla misurazione del consumo di energia. Una era completamente ristrutturata con le nostre soluzioni, l’altra, nella ‘Categoria G’, la meno efficiente di tutte, è stata lasciata così com’era.

La casa priva di isolamento ha speso 835 euro in riscaldamento, mentre quella isolata ha registrato un taglio del 46% dei conti energetici. La casa dotata di isolamento ha speso un totale di 455 euro, conseguendo un risparmio di 380 euro.

In conclusione, il 2016 passerà senza dubbio alla storia come un anno molto importante per i cambiamenti politici, ma è essenziale che, con l'operato dei leader della COP22, diventi anche l'anno dei cambiamenti storici per l’ambiente — e questo significa preparare il nostro pianeta ad affrontare al meglio il futuro rendendo gli edifici efficienti sotto il profilo energetico. 


Il 2017 sarà l’anno in cui l’Europa iniziera a contrastare seriamente il cambiamento climatico?

Leggete tutto sull’argomento nel nostro articolo su “Come preparare l’Europa ad affrontare il futuro con ristrutturazioni ad alta efficienza energetica”.

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